Porto, così vecchia, da scoprirne le rughe, i solchi, mostra di antiche tradizioni.
Attraversata da ponti e da fiumi d’oro, coi suoi sgargianti colori ti fa passeggiare in un mondo antico che solo li puoi ritrovare.
girovagando per la città
L’odore del pesce è sempre sui palmi e i verdi terrazzi d’uva si fanno attraversare da un treno magico che porta nel cuore del Porto.

“Con José ho imparato a pescare, ho appreso l’arte dell’attesa; grazie a loro, i pescadores, ho dato valore al tempo”.
Una mattina mi recai all’antica stazione ferroviaria di São Bento e mi imbattei in un vecchio tabellone degli orari; tra le tante destinazioni mi saltò all’occhio un trenino molto vecchio, raggiunto da una coppia di signori anziani dinnanzi a me.
Li segui per pura curiositá.
Partito l’antico mezzo, seguendo il rio Douro, mi condusse tra i verdi terrazzamenti della ragione del Porto.

Mi ritrovai così sul Douro, il fiume che solca il Portogallo dalla Spagna e scappa nell’Atlantico alla foce di Oporto.
Un fiume dalle tinte dorate, una terra rigogliosa e un treno antico che scivola e si districa al suo interno come un serpente.

Mi spinsi con quel treno fino a Pinhão.
La sua stazione, come tutte in Portogallo, era un monumento all’Azulejos, con rappresentate scene di lavoro nelle vigne del Douro.


Qui mi sedetti con loro, i “pescadores”, chiesi senza vergogna con il mio ristretto portoghese, (appreso nei due mesi precedenti in giro per le mie avventure), inerentemente alla pesca, ma soprattutto ai pesci, cosa provino, se abbiano una memoria.
Josè sedeva li al mio fianco e tra un tiro e l’altro dell’amo mi spiegava tutti i segreti del fiume e i suoi abitanti. Ci sarebbe un libro da scriverne gli dissi, e lui annuì sorridendomi.

José, pescatore del Rio Douro a Pinhao.
Ripresi il mio treno verso sera, rientrata ad Oporto avevo il cuore pieno di gioia e mi tenetti stretto il ricordo dei pescadores.
aiutando i pescatori 🎣 più anziani
Vorrei fare un appunto a quest’ultimo video:
Il pescatore mi sta ringraziando per il mio aiuto, alla fine quando io lo saluto, dicendo “adeus senhor”, lui mi raccomanda di non dire mai addio; “Nunca que me diga adeus”.
Un’ altra lezione impartita, mai dire addio se sei stato bene, un ciao, arrivederci andrà benissimo.
Ritratti di Oporto

al mercato, mangiando trippa


macchie di colore

Lascia un commento